Un premio al contrario, le morosità di pochi a carico dei cittadini virtuosi

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Le aziende fornitrici di energia elettrica sono in crisi a causa delle morosità di pochi, il Consiglio di Stato sposta il carico sui cittadini virtuosi

Come in molti già sapranno e, nel caso non lo sapessero ancora li informiamo noi con questo documento, il Consiglio di Stato, sulla scorta di alcune sentenze del Tar, ha stabilito che le morosità accumulatesi dai mancati pagamenti delle bollette per la fornitura di energia elettrica vadano a “spalmarsi” su quelle di tutti i cittadini che pagano regolarmente. La voragine lamentata dalle aziende fornitrici pare si aggiri intorno al miliardo di euro, ma per il momento il provvedimento prevede di procedere al forzato rientro di 200 milioni.

Dato che i mancati introiti derivano principalmente dalle aziende in crisi e dato che uno dei motivi di questa crisi è il ritardo che a sua volta gli enti pubblici accumulano nel saldare le prestazioni di tali aziende qual è, secondo il legislatore, la via più facile per risolvere il problema? Semplice: far scontare il debito a tutti quei cittadini virtuosi che pagano regolarmente. Non vogliamo fare paragoni con il salvataggio delle banche o con il canone RAI nella bolletta, ma la cosa ci sembra profondamente ingiusta e forse anche in conflitto con la Costituzione perché in questa maniera si dividono su tutti i contribuenti le responsabilità di pochi, ma il fatto che appare più evidente è un altro: questa nuova disposizione del Consiglio di Stato non sarà un incentivo ad evadere? Il punto di forza, se così vogliamo dire, di un’azienda in crisi è quello della minaccia di licenziamento “Se sono costretto a chiudere allora tutti i miei dipendenti finiscono in mezzo a una strada” e così, un po’ con gli ammortizzatori sociali, un po’ con leggi come questa le cose rimangono sempre in un precario equilibrio scaricando il tutto sulle spalle del povero consumatore finale. Sapere che un debito può essere eluso perché tanto paga la collettività potrebbe diventare parte di un piano strategico perverso e del resto, anche gli stessi fornitori di servizi, non avrebbero più motivo di agire nei confronti dei morosi perché tanto le loro entrate sarebbero assicurate da tutti voi, da tutti noi.

La nostra associazione è disponibile ad intraprendere un’azione collettiva per tutelare i consumatori nei confronti di questo provvedimento che finirà col gravare ulteriormente sulle tasche delle famiglie già vessate, come le aziende in crisi, da un carico fiscale insostenibile e da una mancanza di lavoro che ha raggiunto contorni preoccupanti.

Chiunque voglia aderire potrà mettersi in contatto con una delle nostre numerose sedi sparse su tutto il territorio nazionale  per dare sostegno a questa iniziativa.

Firmato:

Presidente nazionale, Avvocato Leopoldo Di Nanna

Coordinatore per la Regione Sardegna, Francesco Pulpito

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