Resto al sud: Novità e considerazioni

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Resto al sud
Finanziamenti all'impresa

Resto al Sud Obiettivo: incentivare l’imprenditoria nel Mezzogiorno del nostro paese. Creare nuove opportunità ai giovani e consentire la permanenza nel proprio territorio.

Fondo: 1.250 milioni di euro.

Resto al Sud scadenza della domanda: Resto al sud è un incentivo a sportello. Le domande vengono esaminate senza graduatorie in base all’ordine cronologico di arrivo.

Resto al Sud attività escluse: Non rientrano nel bonus le attività agricole, il settore commerciale ed eventuali costi di progettazione o consulenze.

Il bonus Resto al Sud, introdotto con il Decreto-Legge numero 91 del 2017, viene riconfermato anche per il prossimo anno dal disegno di Legge di Bilancio 2020, con una platea più ampia. Il DPR 134 del 5 agosto 2019, pubblicato in Gazzetta ufficiale del 23 novembre 2020, è in vigore dall’8 dicembre prevede infatti finanziamenti agevolati a favore di imprenditori e liberi professionisti che abbiano un’età compresa tra i 18 e i 45 anni.

Il bonus Resto al Sud è in sostanza un incentivo volto a sostenere l’avvio di nuove attività economiche nelle aree del Mezzogiorno d’Italia. Pubblicata in Gazzetta Ufficiale del 7 dicembre anche la Circolare 22/2019 del dipartimento per le Politiche di coesione che da ufficialmente il via alle domande dei professionisti e dei giovani che non hanno ancora compiuto 46 anni.

Resto al Sud 2020 professionisti e under 46

Resto al Sud è una misura che si rivolge ai giovani di età compresa tra i 18 e i 45 anni d’età che, in presenza di determinati requisiti, potranno presentare la domanda per un finanziamento pari a 50 mila euro.

È indispensabile inoltre che, al momento della presentazione della domanda, i soggetti abbiano residenza in una delle seguenti regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, Aree del Centro Italia colpite dal terremoto del 2016 e 2017. Consentito un trasferimento tardivo in caso di accettazione della domanda, purché venga rispettato il termine di 60 giorni, (o di 120 giorni in caso di residenza all’estero) dalla comunicazione di un riscontro positivo alla loro richiesta. Chi ha trasferito la residenza dovrà mantenere la stessa per tutto il periodo del finanziamento.

Potranno altresì presentare la domanda le società (comprese le cooperative), le imprese individuali costituite dopo il 21 giugno 2017, o le associazioni di persone che si costituiscono, entro 60 o 120 giorni (se residenti all’estero) in seguito all’esito positivo dell’istruttoria.

Due le novità ora introdotte:

  • lo spostamento in avanti, di ben dieci anni del limite di età anagrafica;
  • l’ampliamento del novero dei soggetti che possono aderire all’iniziativa, essendo inclusi anche coloro che svolgono attività libero professionali, ossia soggetti iscritti ad albi o collegi professionali, nonché esercenti professioni non regolamentate ai sensi della legge 4/2013.

Resto al sud 2020: situazioni di incompatibilità

Chi presenta la domanda, imprenditore o libero professionista, non deve trovarsi in una di queste situazioni di incompatibilità:

  • rapporti lavorativi a tempo indeterminato per tutto il periodo del finanziamento;
  • altre attività d’impresa d’esercizio o essere beneficiari negli ultimi tre anni di altre agevolazioni in ambito nazionale per incentivare l’autoimprenditorialità;
  • in caso di libera professione, non si deve essere titolari di partita Iva nei dodici mesi che precedono la presentazione della domanda, per attività identica a quella per la quale si richiede il finanziamento.

La richiesta del prestito deve essere presentata ad Invitalia. Non si tratta di un bando avente una scadenza determinata, in quanto la richiesta può essere effettuata in qualsiasi momento e l’accettazione è connessa alla presenza o meno di fondi disponibili, oltre che alla presenza dei requisiti.

Resto al Sud: Caratteristiche del finanziamento

La somma concessa sarà suddivisa:

  • in un contributo erogato a fondo perduto pari al 35% dell’importo complessivo finanziato;
  • e in un restante contributo pari al 65% dell’investimento complessivo sotto forma di finanziamento bancario a tasso zero che dovrà essere rimborsato in 8 anni. Gli interessi sono pagati da Invitalia, Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa.

Per le società si potrà erogare un importo pari a 50.000 euro per ciascun socio, con un massimo complessivo per società di 200.000 euro.

Si specifica comunque che il finanziamento può essere concesso anche coloro che intendano avviare l’attività:

  • in forma individuale
  • in società cooperativa
  • infine in STP (società tra professionisti).

Resto al Sud, quali attività

La domanda di finanziamento può essere presentata per avviare le seguenti attività:

  • produrre beni nei settori industriali, dell’artigianato, in ambito di trasformazione di prodotti agricoli, pesca e acquacoltura;
  • fornire servizi a imprese e persone fisiche;
  • fornire servizi in ambito turistico.

Resto al Sud: spese ammesse:

Sono ammissibili le spese per la ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili, per l’acquisto di impianti, macchinari, attrezzature e programmi informatici e per le principali voci di spesa utili all’avvio dell’attività.

 Resto al Sud: Come presentare la domanda

Coloro che siano interessati a fruire degli incentivi Resto al Sud, in presenza dei requisiti richiesti, dovranno inviare la richiesta esclusivamente online. La domanda si dovrà inviare per mezzo della piattaforma Invitalia che si occupa di gestire l’iniziativa.

Resto al Sud: Prima di presentare la domanda è necessario:

  • registrarsi ai servizi online di Invitalia compilando l’apposito form;
  • consultare e scaricare i fac-simile della modulistica;
  • disporre di una firma digitale e di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) valido e attivo, in considerazione del fatto che tutte le comunicazioni tra l’Agenzia e i proponenti avvengono esclusivamente via PEC;
  • successivamente alla presentazione della domanda, nella sezione “Contatti”, i proponenti potranno modificare numeri di telefono, indirizzo mail e PEC.

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