Il no profit rilancia: le tecniche di avanzamento e i favori della legge

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No profit e proficuità: il Terzo Settore aiuta a superare la crisi economica e offre al mondo del lavoro nuove opportunità

Negli ultimi anni il pubblico ha usato sempre di più il settore no profit, bypassando i servizi istituzionali, a volte assenti o deficitari.

Dal 2001 fino ai giorni nostri, il settore ha subito incrementi, superando anche le crisi finanziarie del 2008 e del 2011. Anche la sua attuale composizione ha subito notevoli trasformazioni, assoldando sempre più volontari, provenienti da ogni ceto sociale, con differenti culture e tradizioni.

Il settore trainante, con il maggior numero di entrate, si conferma il welfare allargato, cioè quello relativo all’assistenza e ai servizi socio-educativi.

Oggi, le organizzazioni no profit vendono direttamente i loro servizi sul mercato. Sempre più spesso le amministrazioni locali interagiscono con il Terzo Settore per la fornitura di servizi, e così una biblioteca di quartiere, che nel fine settimana offre a pagamento laboratori teatrali aperti ad adulti e bambini, nei giorni feriali organizza doposcuola su incarico pubblico.

La crescita maggiore si riscontra nelle imprese sociali (fondazioni e cooperative sociali) che hanno registrato, negli ultimi dieci anni, il 60% dell’occupazione del no profit e più del 40% delle entrate del Settore; le associazioni, che sono assai più numerose, hanno molti più volontari, poco personale retribuito e di conseguenza un turnover molto sviluppato. Le associazioni più piccole sono state costrette a fondersi tra di loro.

A contribuire allo sviluppo esponenziale di queste realtà troviamo una legislazione più disponibile che, già dal disegno di legge sulla riforma del Terzo Settore (fine 2015), offre più riconoscimento e più responsabilità al no profit.

Certo la strada da seguire, soprattutto in materia di trasparenza, è ancora lunga. Chi volesse oggi fare una donazione ad una organizzazione del Terzo Settore e volesse vedere l’operatività della stessa negli ultimi anni troverebbe una situazione confusa e complessa. I registri di queste associazioni sono spesso disomogenei o tenuti da altri soggetti. In America, basterebbe collegarsi al sito del Ministero delle Finanze, indicando il nome dell’associazione, per avere una situazione chiara e precisa.

Molto farà da noi la trasparenza del no profit nei prossimi anni: potrebbe attrarre i favori di molti più donatori e rilanciare maggiormente il settore. Staremo a vedere come si muoveranno i diversi operatori!

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