ITALIA – GIAPPONE: 150 anni di amicizia e scambi culturali fra i due popoli

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“Pace perpetua ed amicizia costante tra Sua maestà il Re d’Italia e Sua maestà il Taicoun, i loro eredi e successori e tra i rispettivi popoli, senza eccezione di luogo o persona”.

Queste parole siglarono il patto di amicizia fra l’Italia e il Giappone stipulato in data 25 agosto 1866, esattamente 150 anni fa.

Oltre i rapporti commerciali (si calcola che un quinto di tutta la produzione giapponese di bachi da seta fino a tutto il 1912 sia stato interamente assorbita dal mercato italiano), a favorire ulteriormente il rapporto fra i due popoli fu l’attenzione e la simpatia creata intorno all’Italia dal Risorgimento. Agli occhi dei giapponesi, l’esperienza risorgimentale italiana appariva molto simile alle vicende che, pressappoco negli stessi anni, avevano causato la fine dello shogunato e la Restaurazione Meiji (1868).

Si saldava così fra le due Nazioni e i due popoli un rapporto commerciale, culturale, e anche militare (durante la Grande guerra alleati con le potenze della Triplice intesa: Francia Gran Bretagna e Russia; durante la seconda guerra mondiale, nel Patto d’Acciaio).

Per quanto riguarda i rapporti culturali nel 1962, veniva inaugurato a Roma l’Istituto di Cultura Giapponese, mentre già in Giappone era stato ricostituito l’Istituto italiano di cultura (riaperto a Tokyo nel 1959).

L’Istituto inizialmente fu gestito dalla Societa’ per la Promozione delle Relazioni Culturali Internazionali (Kokusai Bunka Shinkôkai), che era un ente privato sovvenzionato dal Ministero degli Affari Esteri. Successivamente, proprio per avere un coordinamento generale, si decise di creare una fondazione indipendente, sia politicamente che economicamente. E quindi lo stesso Ministero degli Affari Esteri si assunse così il compito dei preliminari per l’istituzione di tale fondazione e, il 2 ottobre 1972, fu inaugurata The Japan Foundation (Kokusai Kôryû Kikin).

La Japan Foundation, da cui dipende a tutt’oggi l’Istituto, da ottobre 2003 e’ un ente ad amministrazione indipendente con una ventina di sedi estere, e cura anche la gestione e la organizzazione del Nihongo Noryoku Shiken (un Test a livello mondiale che certifica il grado di conoscenza della lingua giapponese da parte degli stranieri). Il Nihongo Noryoku Shiken o JLPT (Japanese Language proficiency Test) è suddiviso in vari livelli : da N5 (conoscenza base) a N1 (conoscenza pari a un madrelingua), e si svolge contemporaneamente in tutto il mondo la prima domenica di Luglio e la prima domenica di dicembre. In Italia si svolge solo una volta, a dicembre presso le università di Roma e Milano e presso la Ca’ Foscari a Venezia.

Oggi lo scambio culturale fra Italia e Giappone è sempre più intenso. Tantissimi, ad esempio, sono gli studenti italiani che studiano presso le più prestigiose università nipponiche (specie a Tokyo, Kyoto e Sendai) come altrettanto numerosi sono gli studenti giapponesi che studiano nelle università italiane (Roma, Perugia in particolare).

L’Ambasciata giapponese, affiancata dall’Istituto di cultura nipponica, ha lanciato un calendario di iniziative, che spazieranno dall’arte alla letteratura, dall’architettura al cibo per arrivare fino al cinema.

Per tutto l’anno in corso, ci sono state e ci saranno numerose manifestazioni. Da settembre e gennaio al palazzo Reale di Milano, , ci sarà una mostra di 200 xilografie e libri illustrati  dedicata alle opere di tre grandi artisti HokusaiHiroshige e Utamaro.

Saranno proposti al pubblico pezzi rari come la Grande Onda e la serie di trentasei vedute del monte Fuji di Hokusai grazie alla collaborazione del Museum Art di Honolulu. A Roma, invece, al Museo dell’Ara Pacis, sono esposti, già da  giugno e fino a tutto settembre, gli scatti del maestro del realismo giapponese, Domon Ken. Ancora a Roma , dal 5 febbraio al 31 marzo, presso la sede dell’Istituto giapponese di cultura si è potuto ammirare il “libro degli schizzi” di Hokusai, lo Hokusai Manga, spesso utilizzato per raccontare le radici del fumetto manga contemporaneo.

Alla Firenze Cooking Accademy  si sta svolgendo un vero e proprio corso di cucina iniziato a gennaio e che si concluderà nel mese di dicembre 2016. Fra gli spettacoli teatrali il pezzo forte sarà lo spettacolo Noh  che verrà messo in scena fino al mese di settembre in varie località della penisola.

Il teatro Noh viene così descritto da Wikipedia: “è una forma di teatro sorta in Giappone nel XIV secolo che presuppone una cultura abbastanza elevata per essere compreso, a differenza del kabuki che ne rappresenta la sua volgarizzazione. I testi del nō sono costruiti in modo da poter essere interpretati liberamente dallo spettatore, ciò è dovuto in parte alla peculiarità della lingua che presenta numerosi omofoni. È caratterizzato dalla lentezza, da una grazia spartana e dall’uso di maschere caratteristiche.”

Ovviamente manifestazioni si sono svolte e si svolgeranno anche in Giappone. Il concerto tenuto a per il Ravenna Festival lo scorso 3 luglio verrà proposto con le stesse musiche di Verdi e Boito, sotto la direzione del maestro Riccardo Muti, che si esibirà sul podio della Tokyo Harusai Festival Orchestra.

A chiusura delle manifestazioni ufficiali per i 150 anni dell’amicizia fra i due popoli, al Maxxi di Roma verrà allestita una grande mostra (ottobre 2016 – gennaio 2017) sull’architettura residenziale giapponese dal dopoguerra ad oggi. Anche il cinema giapponese avrà la sua ribalta durante la Biennale di Venezia con una rassegna-esposizione curata dal professor Yoshiyuki Yamana.

Maurizio Dolce

Nota:

Poichè, come sanno quanti mi conoscono, sono letteralmente innamorato del Giappone , questo articolo è solamente il primo di una serie sulla cultura, storia, tradizioni, lingua e curiosità che riguardano quel paese.

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