Il 2016: l’anno del biologico

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Con il Piano strategico varato dal Ministero, il settore biologico prepara il suo futuro: vediamo come

Agli inizi di quest’anno, il Ministero delle Politiche Agricole ha approvato il Piano strategico per lo sviluppo del sistema biologico, con il quale si è posto una serie di obiettivi da realizzare entro il 2020, con una crescita che si propone di raggiungere un tot consistente di fatturato, in termini di mercato interno, e di espandere la superficie agricola biologica fino al 50% delle terre riservate oggi all’agricoltura tradizionale.

Per la prima volta, l’agricoltura biologica e biodinamica hanno ricevuto il pieno riconoscimento giuridico in un Paese che storicamente impiegava tradizionalmente i vasti possedimenti terrieri. A seguito di questo documento programmatico, il sistema biologico e biodinamico vengono riconosciuti nella loro diversità di metodo e di sistema.

Il biologico rappresenta oggi una valida alternativa alle colture tradizionali, è conveniente, permette di sfruttare anche zone che altrimenti rimarrebbero abbandonate, consente di impiegare nuovo personale, più tecnico e più “verde”, aiuta l’ambiente con tecniche di coltivazione che bandiscono fertilizzanti e sostanze nocive alla terra e all’uomo, mira a condizioni migliori e di benessere della società e dei suoi consociati.

Diversi gli obiettivi del Piano, tra cui un “Tavolo di confronto con il MIUR per definire i programmi in agricoltura biologica e biodinamica e sperimentazione in due Atenei” e “la Costituzione di un comitato permanente di coordinamento per la ricerca in agricoltura biologica e biodinamica”.

Questo Documento è già da qualche mese in fase di realizzazione. Si auspica che porterà benefici a tutto il sistema, soprattutto nelle diverse economie agricole che necessitano, ormai da tempo, di interventi specifici per progredire e solidificare uno dei settori portanti del nostro Paese.

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